About me

Chi sono

Mi chiamo Vanessa Serra e scatto fotografie. Oggi sono il dolce pegno da pagare alla mia curiosità, domani saranno ricordi per i soggetti ripresi, ma soprattutto per me. La mia passione nacque quando ero piccolissima, trasformarla in un lavoro è stato un piacere necessario. Ora sono pronta a guardare la realtà dall’obiettivo della mia macchina fotografica e a offrirla a chi vorrà vederla con i miei occhi.

COLPO DI FULMINE

È stato un colpo di fulmine. I rami di quei due alberi altissimi si univano tra loro e mi sembrò di vederci un abbraccio, di leggerci una poesia. Ero in gita con i miei genitori, avrò avuto una decina d’anni, e ho sentito l’esigenza di scattare una fotografia. È stato un gesto naturale prendere in mano una vecchia macchinetta usa e getta della Kodak e immortalare per sempre quell’immagine che ancora oggi mi trasmette le sensazioni di quel giorno. Da quelle sensazioni è nata la mia passione. Ho continuato giorno dopo giorno a fotografare tutto quello che risaltava ai miei occhi e che mi piaceva, condividendo ogni passaggio con le persone che mi circondavano.

I RITRATTI

Durante una gita, in terza media, i miei occhi hanno incrociato un’immagine, una scena che mi è sembrata differente e lontanissima dal periodo che stavo vivendo: uno sciuscià stava spazzolando le scarpe di un uomo. Credevo fosse uno di quei lavori dimenticati dal tempo, ma scoprii che non era così. Lo stupore lasciò subito lo spazio alla voglia di “rubare” quel ricordo, e così feci. Quando ritraggo la gente, provo sempre a immaginare la loro storia: i loro pensieri, le loro preoccupazioni, il loro vissuto. Con la fotografia, provo a raccontarla.

GLI AUTORITRATTI

Ad un certo punto della mia vita ho iniziato a mettere in ordine anche i miei pensieri e, con essi, la mia storia. Allora ho provato a raccontare anche me stessa attraverso gli autoritratti. Era uno sfogo, una via di fuga, ma soprattutto un modo per far capire agli altri qualcosa di me stessa. In tanti scrivono di sé su un diario, io ho sempre preferito farlo con una macchina fotografica: era il modo migliore per esternare le mie emozioni. Quando mi ricapitano per le mani, gli autoritratti riescono a riportarmi esattamente nei momenti in cui li ho scattati, come se stessi sfogliando le pagine della mia vita.

LE FOTO IN DISCOTECA

L’evoluzione naturale del mio percorso, mi ha portato a fare della mia passione un lavoro, passando a fare fotografie nei locali durante le serate che i gestori organizzavano. Dopo tanta gavetta, ho iniziato finalmente ad avere le mie prime soddisfazioni. Ho iniziato in un piccolo e bellissimo club, in cui i direttori mi diedero la possibilità di lavorare a modo mio. Ritraevo i loro clienti in maniera completamente giornalistica: documentavo la realtà, facevo reportage, raccontavo storie. È stato un passaggio importantissimo per la mia carriera, perché mi ha formata prima di tutto moralmente: mi ha fatto rendere conto di quali fossero le mie capacità e a cosa potessi ambire facendo ciò che amavo. Di conseguenza hanno iniziato a chiamarmi locali sempre più grandi, discoteche che mi hanno concesso di lavorare sempre e solo con il mio stile. Ho fotografato molti dei dj più famosi al mondo, tra i quali Nina Kraviz, Loco Dice, Ricardo Villalobos e Green Velvet.

I MATRIMONI

Per me le fotografie sono come le ciliegie, una tira l’altra. Ci sono tantissime storie da raccontare e a me piace scoprirle e farle scoprire. Così, grazie ad alcune collaborazioni, mi sono avvicinata al mondo dei matrimoni. Credo che il matrimonio sia il punto di devozione massima tra due persone: due partner si amano, pur avendo alle spalle due percorsi differenti. Riuscire a immedesimarmi in questo mi aiuta a raccontare al meglio le emozioni che si vivono quel giorno, perché le vivo anche io, ridendo e piangendo insieme agli sposi. Sono convinta che il mio coinvolgimento sia d’aiuto per me, ma anche per le coppie che mi scelgono: un’emozione chiama infatti un’altra emozione, amplificandola. Mi piacciono i matrimoni unconventional: il giorno delle nozze deve raccontare gli sposi in tutto e per tutto, deve essere il riflesso dalle loro personalità, soprattutto quando concentrano insieme tradizione e un pizzico di stranezza. Sono una fotografa “di strada”, mi piace immortalare la verità: gesti, espressioni, vita quotidiana. Chi mi sceglie sa che non mi piace il posato; chi mi sceglie deve sapere che vorrei fargli rivivere quel giorno con un sorriso ogni volta che poserà gli occhi sulle mie fotografie.

LO STUDIO

Oggi sono una professionista che non vuol smettere di ampliare la propria visuale. Sfido ogni giorno me stessa in situazioni nuove. Ho scelto soprattutto di continuare a studiare, frequentando dei workshop in giro per il mondo e confrontandomi con colleghi giovani ed esperti. Ho voglia di continuare a migliorarmi sempre e, soprattutto, di riuscire a parlare con le mie fotografie. Sono Vanessa Serra, distillo gocce di memoria.

“WORKSHOP THE RURAL BARCELLONA”

About me

My name is Vanessa Serra and I take photos. Today my photographs are sweet tokens of my curiosity tomorrow they will memories for those photographed but above all for me.  My passion for photography came to life when I was very young; turning it into my job was a necessary pleasure. Now I’m ready to look at reality through the lens of my camera and to offer it to those who want to see it with my eyes.

LOVE AT FIRST SIGHT

It was love at first sight.  The branches of two very tall trees joined together seemed to resemble a hug; it seemed as if I were reading a poem. I was on holiday with my family; I must have been at least 10 when I felt the need to take my first photograph. It was natural for me to take a Kodak disposable camera and capture that image that still today transmits the same emotions it did years ago.  From those sensations and emotions, my passion for photography came to life.  I continued to photograph what came to my sight and what I liked day after day, sharing every passage with the people surrounding me.

THE PORTRAITS

During a trip in third year middle school, my eyes crossed paths with an image.   A scene that seemed to me very different and distant from the period I was living. A shoe- shiner was shining a man’s shoes.  I thought it was one of those forgotten jobs that had faded away with time, then I realized that it was the complete contrary.  The amazement immediately left space for the desire to “steal” that memory and so I did.  When I photograph people, I always try to imagine their story: their thoughts, their worries, and their life.  Within the borders of a picture, I try to tell their story.

THE SELF-PORTRAITS

At a certain point in my life, I started to reorganize my thoughts alongside my story.  My life is told through my self-portraits.  It was a way to open my heart, to escape but above all a way to make others understand who I am.  Many write in a diary, I have always preferred to do it across a camera: It was the best way to express my emotions.  When I glance back at my self-portraits, they are able to take me back to the precise moment in which I took them, as if flipping through the pages of my life.

NIGHTCLUB PICTURES

The natural evolution of my journey, led me to make my work a passion, taking pictures in clubs where managers organized events and parties. After working my way up the ladder, I finally began to see my first achievements.  I started working in a small but beautiful club where the managers gave me the opportunity to work on my own.  I portrayed their clients in a completely professional way: documented reality, reports, and stories.  It was an important step for my career because most importantly it trained me morally.  It allowed me to understand what my abilities were and what I could have accomplished doing what I really loved.  Consequently, bigger clubs began to contact me, nightclubs that allowed me to work always and only with my style.  I have photographed many famous DJ’s which include Nina Kraviz, Loco Dice, Ricardo Villalobos and Green Velvet.

THE WEDDINGS

According to me, photographs are like cherries, one pulls the other.  There are so many stories hiding behind every corner. I like to discover and reveal them.  Therefore, thanks to some collaborations, I came into contact with the wedding world. I believe that marriage is a point of maximum devotion between two people: two partners in love despite having two completely different courses of life. Being able to identify myself through my photography helps me describe at my best, the emotions lived that day because alongside the bride and the groom the laughter and the tears are transmitted.  I am convinced that my participation is not only helpful for myself but also for the couples who choose me:  An emotion strives for another, amplifying it.   Unconventional weddings are my favorite.  The wedding day must be a reflection of the couple’s personality above all when there is a mix of tradition and eccentricity. I am a “street” photographer.  I like taking spontaneous shots and capturing the truth, gestures, expressions, and daily life.   Who chooses my services knows that I am not keen on posing or fixed shoots.  Who chooses me as their photographer must know I want them to relive that precious day with happiness and fulfillment every time their eyes rest or fingers flip through my photographs.

MY STUDIO

Today I am a professional who does not want to stop expanding my future visions and improving my skills.  I challenge myself in new situations every day. Moreover, I have chosen to continue my studies attending workshops around the world and consulting young colleagues and experts in this field.  I want to improve consistently but above all I want to be able to talk with my photos. I am Vanessa Serra; I distil drops of memory.

“WORKSHOP THE RURAL BARCELLONA”